La Settimana Santa
LA SETTIMANA SANTA
I riti della “Settimana Santa” iniziano, come da tradizione, la domenica delle Palme con la benedizione dei ramoscelli di ulivo e delle “palme intrecciate”, tipo esempio di tradizione artigianale che viene tramandata da padre in figlio.
Il Giovedì viene preparato il “sepolcro”, Gesù nell’orto, mediante piante e fiori di vario genere, tra cui spiccano i germogli di grano fatti crescere in vasi al buio per dare loro un colore bianco che diventa con la luce sempre più giallognolo.
I riti del Giovedì iniziano con la lavanda dei piedi. Da ricordare che fino agli anni settanta beneficiari del rito erano i membri della “Confraternita del Santissimo Sacramento” i quali interpretavano gli apostoli. La Chapman nel suo libro “Milocca un villaggio siciliano” in merito scrive che, dopo il rito, i partecipanti consumavano una cena a base di “rotoli zuccherati e agnelli in zucchero candito” in pratica quelli che ancora oggi sono i dolci tradizionali di Pasqua.
La tradizione continua con la visita, da parte dei fedeli, del Sepolcro con i “viaggi”, mentre gruppi di “lamentatori” si alternano, cantando, lungo un percorso che va dall’ingresso della Chiesa al Sepolcro. “Le lamentazioni”, cioè i canti dei lamentatori, sono espressione autentica della fede popolare e ripercorrono la Passione di Cristo seguendo a larghi tratti il racconto evangelico. Quelli di Milena si differenziano, rispetto a quelli dei paesi viciniori, in parte per i testi che, tramandati verbalmente, hanno subito variazioni, ma soprattutto per l’intonazione ed il ruolo degli accompagnatori.
Viaggi e lamentazioni proseguono anche il Venerdì mattina fino alla celebrazione di quella che gli anziani chiamano “Mezza Missa”, cioè messa senza la celebrazione dell’Eucarestia come da rito cattolico.
Fino agli anni sessanta il pomeriggio aveva luogo una rappresentazione teatrale della passione e morte di Gesù “la scinnenza”, tradizione che salvo qualche rara rappresentazione negli anni successivi si è definitivamente persa.
Il pomeriggio-sera inizia la processione del Cristo Morto e della Addolorata. La processione che percorre le vie principali del paese viene accompagnata dai lamentatori e dalla banda musicale con una vasto repertorio di marce funebri, frutto anche esse, di antiche tradizioni. Da ricordare la famosa marcia, di autore ignoto, “ha, sì versate lacrime” che è accompagnata dal canto dei fedeli.
Il Sabato e la domenica sono, infine, dedicati ai tradizionali riti religiosi.
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